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Certosa di Galluzzo a Firenze: Affreschi da non Perdere, Orari e Info Pratiche

La Certosa di Galluzzo sorge a circa 10 km da Firenze, a Sud della città, sul Monte Acuto.

È un monastero certosino di circa 16.000 mq, composto da diversi edifici pensata per ospitare 12 monaci.

La costruzione iniziò nel corso del 1341, per volere del gran siniscalco del Regno di Napoli Niccolò Acciauioli, e si concluse durante il XVII secolo.

Come accade per tutte le altre certose, la struttura è situata in posizione remota ed isolata.

Nome e caratteristiche edili derivano dalla Grande Chartreuse eretta nel 1084 da San Bruno nei pressi di Grenoble.

I lavori di ampliamento e ristrutturazione proseguirono nel corso dei secoli.

Tuttavia all’inizio del XIX secolo la certosa venne privata di 500 opere d’arte, vennero dispersi arredi, dipinti e sculture.

Nel 1958 i Certosini vennero sostituiti dai benedettini cistercensi.

Dal 2017, invece, la Certosa è abitata dalla Comunità di San Leolino.

Certosa del Galluzzo: Pontormo

La Certosa ha subito lavori, opere di modifica e di abbellimento fino al XVIII secolo. Tra le personalità che lavorarono al suo interno troviamo il Pontormo, ovvero Jacopo Carucci.

Il legame che univa l’artista alla Certosa era decisamente forte.

La struttura divenne suo rifugio all’indomani della pese fiorentina del 1523.

Proprio nel corso di questo periodo il Pontormo realizzò gli affreschi dedicati alla Passione di Cristo presso il Chiostro Grande.

L’opera oggi è custodita nella Pinacoteca di Palazzo Acciaiuoli, all’ingresso della Certosa.

Anche all’indomani della fine della peste Pontormo restò legato alla Certosa, dove tornava per trovare quiete e pace.

Pontormo: gli affreschi presso la Certosa del Galluzzo

Il gruppo di affreschi del Pontormo “Le Storie della Passione” venne realizzato tra il 1523 e il 1525 ed è realizzato da:

  • Orazione nell’orto – cm 300 x 290;
  • Cristo dinnanzi a Pilato – cm 300 x 290;
  • La Deposizione – cm 300 x 290;
  • La Resurrezione – cm 232 x 291.

Di gran prego è anche il dipinto a olio su tela “Cena in Emmaus”, realizzato nel 1525.

Il lavoro era stato pensato per la foresteria oppure per la dispensa della Certosa e raffigura Cristo risorto che appare ai discepoli e viene invitato a cenare con essi.

Nell’opera è rappresentato il momento della benedizione del pane, con la tavola imbandita, Gesù e i due discepoli posti ai suoi lati.

È il momento in cui i discepoli riconoscono Gesù.

In alto è raffigurata la Trinità attraverso un cerchio luminoso con triangolo ed occhio.

Ai lati osserviamo cinque monaci certosini di epoca contemporanea, dediti a guardare la scena o lo spettatore.

Oggi “Cena in Emmaus” è custodito presso gli Uffizi.

Certosa di Firenze
Certosa di Firenze
Certosa di Firenze

Certosa del Galluzzo: visita

La visita guidata ha una durata di circa 1 ora ed inizia dall’ingresso con negozio/biglietteria e cappella “delle donne”.

Il percorso permette di ammirare i diversi ambienti della Certosa:

Palazzo Acciauioli e Pinacoteca: realizzato da Jacopo Passavanti e Jacopo Talenti, è sue due livelli e presenta quattro sale al piano terra e la Pinacoteca al primo piano. La prima sala della Pinacoteca presenta gli affreschi del Pontormo “Le Scene della Passione”. Possiamo ammirare anche opere di Ludovico Ciardi detto il Cigoli, Jacopo Ligozzi, Giovan Battista Naldini, Empoli, Perugino, Mariotto di Nardo, Paolo Schiavo, Ridolfo del Ghirlandaio, Cosimo Gamberucci, Bernardino Mei, Orazio Fidani, Giovanni Bilivert;

Foresteria: è l’ambiente pensato per accogliere gli ospiti esterni. È un grande piazzale che unisce palazzo Acciaiuoli con la Chiesa di San Lorenzo, completato da una sala, uno studio e una camera da letto;

Chiesa di San Lorenzo: realizzata nel Trecento, è a navata unica e divisa in due parti ben distinte. Una è dedicata ai monaci di clausura e una ai fratelli conversi. Il suo aspetto venne ridefinito nel corso della metà del 1500 con la costruzione della facciata in pietra serena ad opera di Giovanni Fancelli. Al suo interno troviamo opere di Felice Ficherelli, Tommaso Garelli, Rutilio Manetti, Simone Bassi, Angelo Feltrini, Giuliano di Baccio d’Agnolo, Domenico Atticciati. Senza dimenticare gli affreschi di Bernardino Poccetti e di Orazio Fidani. Ai lati dell’altare sono presenti due cappelle. Quella delle Reliquie presenta un soffitto decorato da Poccetti e affreschi alle pareti di Lucio Massari.
Le opere più belle dell’intera chiesa sono il Cristo benedicente e l’Annunciazione. Sono affreschi presenti in un sotterraneo da cui accediamo attraverso la sagrestia;

Corridoio delle cappelle: situato nella parte ad Est della chiesa, è l’ambiente su cui si affacciamo diverse cappelle patronate da famiglie del posto. Tra le cappelle spicca quella di San Bruno, fondatore dell’ordine. Al suo interno troviamo una pala d’altare di Antonio Randa e degli affreschi di Giovanni Martinelli;

Cripta: anche qui sono presenti diverse cappelle, tra cui quella di Tobia con gli affreschi di Bernardo Poccetti e la cappella di Sant’Andrea con il sepolcro di Angelo Acciaioli con un bassorilievo attribuito a Donatello;

Corridoio del Colloquio: era il luogo dove i monaci si riunivano una volta a settimana. È piccolo e decorato con una terracotta della bottega di Andrea della Robbia;

Chiostro dei monaci: piccolo ed elegante, vanta una struttura trecentesca e un loggiato a tutto sesto con lavabo del 1560;

Sala del Capitolo: una sala non molto grande utilizzata per leggere quotidianamente un capitolo della regola. Tra gli elementi di spicco troviamo una porta lignea finemente intarsiata e un affresco di Mariotto Albertinelli raffigurante la Crocifissione;

Refettorio: la grande sala rettangolare è impreziosita da un pulpito in pietra serena di Piero di Giovanni della Bella e Matteo di Cecco e da una lunetta con “San Lorenzo tra due angeli” di Benedetto da Maiano;

Chiostro Grande: con lati con arcate a tutto sesto con medaglioni con busti in terracotta realizzati da Giovanni della Robbia e lunette opera di Pietro di Matteo e Tommaso Redi;

Celle dei monaci: diciotto sistemazioni, ciascuna con anticamera, stanza da pranzo con camino, stanza da letto, stanza di servizio, studio, cantina con giardino o pozzo;

Chiostrino dei Fratelli Conversi: è un chiostro a due livelli e dalla forma allungata. Vi si affacciano le celle dei conversi ed è circondato da arcate a tutto sesto. Al centro troviamo un pozzo. È collegato al chiostro grande tramite il corridoio delle Obbedienze.
 

Come si svolgono le viste alla Certosa di Firenze

La visita della Certosa di Firenze ha solitamente inizio dall’ingresso dove troviamo la biglietteria e la cappella delle donne.

Attraverso la scalinata che conduce a Palazzo Acciauioli e al cortile entriamo nel complesso vero e proprio.

Da qui visitiamo i diversi ambienti della Certosa: la chiesa, il chiostro dei monaci, gli ambienti afferenti, il chiostro grande con l’ingresso in una cella, l’area dei conversi.

Vediamo tutti gli ambienti della certosa e le loro caratteristiche e particolarità:

Palazzo Acciauioli e Pinacoteca: la struttura venne eretta da Jacopo Passavanti e da Jacopo Talenti per il soggiorno di Niccolò Acciaiuoli. L’edificio si sviluppa su due livelli. Al piano terra troviamo quattro sale, oggi utilizzate per esposizioni. Al primo piano vi sono due saloni che ospitano la Pinacoteca. Tra le opere presenti nella Pinacoteca segnaliamo gli affreschi con le Scene della Passione realizzati da Pontormo, lavori del Cigoli, di Jacopo Ligozzi, di Giovan Battista Naldini, dell’Empoli, il ritratto di Niccolò Acciauoli, la Madonna col Bambino e Santi di Perugino, l’Incoronazione della Vergine di Mariotto di Nardo, la Santissima Trinità di Paolo Schiavo, le tavole di Ridolfo del Ghirlandaio, il Martirio di Sant’Andrea di Cosimo Gamberucci, Santa Caterina da Siena di Bernardino Mei;

Foresteria: unisce Palazzo Acciaiuoli e chiesa di San Lorenzo. Costruita tra il 1545 e il 1550, era destinata ad accogliere gli ospiti del monastero. È composta da una grande sala, una camera da letto e uno studio;

Chiesa di San Lorenzo: a navata unica, venne costruita nel corso del Trecento e trasformata nel XVI secolo con la costruzione della facciata in pietra serena ad opera di Giovanni Fancelli. È divisa in due parti: una destinata ai monaci di clausura e una ai fratelli conversi. Tra le opere in essa presenti troviamo i dipinti di Felice Ficherelli, Tommaso Garelli e Rutilio Manetti, oltre agli affreschi di Bernardino Poccetti e di Orazio Fidani. Di gran rilievo anche gli stalli in noce intagliati da Angelo Feltrini. Importante anche il pavimento a marmi policromi;

Sagrestie: sono situate al lato dell’altare maggiore. A destra troviamo quella delle Reliquie con decorazioni di Poccetti e affreschi di Massari. A sinistra la sagrestia con opere settecentesche. Scendendo nei sotterranei troviamo gli affreschi più antichi dell’intera certosa;

Corridoio delle cappelle: il corridoio è sul lato Est della chiesa. Su di esso si affacciano diverse cappelle tra cui quella di San Bruno e quella del beato Niccolò Alberati;

Oratorio di Santa Maria Nuova: risalente al 1404 e a croce greca, custodisce un coro ligneo trecentesco, San Francesco che riceve le stimmate di Andrea del Minga, il Martirio di sant’Eulalia di Lucio Massari, edicole gotiche e due vetrate policrome;

Cripta: vi accediamo dall’oratorio. Qui troviamo la cappella di Tobia che custodisce la tomba del fondatore Niccolò Acciaiuoli e affreschi di Bernardino Poccetti;

Corridoio del Colloquio: è l’ambiente dove i monaci si radunavano e interrompevano l’obbligo del silenzio. Costruito nel 1559, è di piccole dimensioni e decorato da una terracotta invetriata, opera di Andrea della Robbia;

Chiostro dei Monaci: costruito nel corso del Trecento, è completato da un loggiato. Vi si aprono il refettorio, la sala del Capitolo e il chiostro grande;

Sala del Capitolo: la sala non è particolarmente grande ed era il luogo di riunione per leggere un capitolo della regola o per parlare dei problemi della comunità. Di particolare rilievo la porta lignea e l’affresco con la Crocifissione di Mariotto Albertinelli;

Refettorio: è una grande sala rettangolare risalente al XIV secolo. In essa ammiriamo la lunetta con San Lorenzo tra due angeli, realizzata da Benedetto da Maiano;

Chiostro Grande: costruito tra il 1491 e il 1520, presenta lati con leggere arcate a tutto sesto con busti in terracotta ad opera di Giovanni della Robbia.

Certosa di Firenze
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