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Grotta del Buontalenti nel Giardino di Boboli di Firenze: Visita e Info Pratiche

La Grotta del Buontalenti è una delle opere più importanti presenti presso il Giardino di Boboli.

È localizzata nella parte settentrionale del Giardino, nei pressi dell’ingresso del Corridoio Vasariano.

L’opera è una grotta artificiale la cui costruzione fu avviata da Giorgio Vasari e successivamente portata a compimento da Bernardo Buontalenti su incarico di Francesco I de’ Medici.

Rappresenta uno degli esempi più importanti del manierismo oltre che un’opera architettonicamente straordinaria.

Fonde abilmente pittura, architettura e scultura per un risultato del tutto unico ed originale.

È stata citata anche dallo scrittore Dan Brown nel suo celebre romanzo “Inferno”, ambientato quasi interamente a Firenze.

Grotta del Buontalenti a Boboli, struttura e caratteristiche

La grotta ha un aspetto esterno suggestivo ed accattivante al tempo stesso. L’ingresso è particolarmente ampio, situato tra due colonne con architrave. 

Tra le particolarità di questa parte spiccano certamente le stalagmiti osservabili al di sopra dei capitelli e definite tramite concrezioni dall’aspetto spugnoso.

Le statue realizzate da Baccio Bandinelli e raffiguranti Cerere e Apollo sono collocate ai due lati dell’ingresso.

La parte superiore è decorata con cornici a mosaico con differenti colori. Al centro possiamo osservare lo stemma dei Medici.

Gli interni sono caratterizzati da tre stanze:

  • La prima stanza: è l’ambiente più grande che troviamo all’interno della grotta. È caratterizzato da sculture, pitture ed elementi architettonici pensati per meravigliare subito il visitatore. Le stesse stalattiti, le rocce, le conchiglie e le spugne paiono fondersi dando vita a figure zoomorfe e antropomorfe. Nei quattro angoli troviamo le copie dei Prigioni di Michelangelo. Gli affreschi di Bernardino Poccetti salgono fino al soffitto. Quest’ultimo è decorato e presenta un oculo centrale da cui filtra la luce;
  • La seconda stanza: al centro dell’ambiente spicca l’opera in marmo “Paride che rapisce Elena” di Vincenzo de’ Rossi. Ai lati, sulle pareti, trovano posto i dipinti di Giunone e Minerva all’interno di due nicchie. Affreschi, stalattiti, conchiglie e stalagmiti completano e caratterizzano l’intera stanza;
  • La terza stanza: punto centrale della sala è l’opera Venere che esce dal bagno di Giambologna, una fontana situata sopra una vasca in marmo. Su quest’ultima si arrampicano quattro satiri, mentre il soffitto è caratterizzato da un finto cielo dove volano degli uccelli. 

Le tre camere non sono in asse. Una particolarità voluta, decisa per permettere la visione completa della grotta dall’esterno, in maniera tale da riuscire ad ammirare per intero la scultura della Venere presente nella terza stanza.

Grotta Buontalenti Firenze
Grotta Buontalenti Firenze

Grotta del Buontalenti del Giardino di Boboli

La storia della realizzazione della grotta viene a fondersi con quella della costruzione dell’acquedotto.

Già dal 1551 era in atto un progetto che aveva l’obiettivo di portare l’acqua a Palazzo Vecchio, con un collegamento diretto con la sorgente della Ginevra, passando per il Giardino di Boboli, alimentato a sua volta da quell’acqua.

Per rendere ancora più sicuro questo condotto, venne ideato un vivaio con la funzione di garantire in ogni caso la fornitura di acqua, anche nei momenti di minore portata.

I lavori ebbero inizio nel 1557, prima sotto la direzione di Davide Fortini e poi sotto quella di Giorgio Vasari.

Successivamente il vivaio perse il suo scopo primario e così il Granduca Francesco I decise di farne una grotta.

La trasformazione venne affidata a Bernardo Buontalenti, che vi operò dal 1583 al 1587. Questi lavorò su quanto realizzato da Vasari e si occupò per intero della parte di decorazione.

Le murature delle tre camere vennero ultimate nel 1583.

Sempre nello stesso anno e in quello successivo vennero realizzate le sculture della prima stanza, ad opera dell’artista Piero di Tommaso Mati.

Nel 1585 vennero collocate le Prigioni di Michelangelo.

Le decorazioni pittoriche furono realizzate da Bernardino Poccetti tra il 1586 e il 1587.

In questo stesso anno fu collocata l’opera di Vincenzo de’ Rossi, una scultura presente nella seconda stanza.

Tra il 1592 e il 1593 si assiste alla collocazione delle opere presenti nella terza stanza, inclusa la Venere del Giambologna.

La facciata della grotta venne realizzata all’indomani della morte di Francesco I, quando i lavori erano effettuati sotto il fratello Ferdinando.

Grotta del Buontalenti: Informazioni Pratiche per la Visita

La Grotta del Buontalenti è aperta tutti i giorni, dalle 08.15.

L’orario di chiusura varia a seconda del periodo dell’anno:

  • 16.30 a gennaio, febbraio, novembre e dicembre;
  • 17.30 a marzo e ottobre (con ora solare);
  • 18.30 a marzo (con ora legale), aprile, maggio, settembre, ottobre (con ora legale);
  • 19.10 a giugno, luglio e agosto.
  • Chiuso il 1° e l’ultimo lunedì di ogni mese e il 25 dicembre.

La visita è gratuita ed è inclusa nel biglietto del Giardino di Boboli.

Ecco i costi del biglietto:

  • Singolo (Giardino di Boboli): € 11;
  • Cumulativo (Giardino di Boboli + Palazzo Pitti): € 23;
  • Gratuito (disabili, gruppi scolastici e insegnanti, guide turistiche e interpreti turistici, studiosi e docenti universitari.

Possiamo accedere al Giardino di Boboli da Palazzo Pitti, dall’ingresso in Via Romana, dai varchi di Forte Belvedere e Porta Romana.

Grotta del Buontalenti a Firenze, dove si trova e come raggiungerla

La Grotta del Buontalenti è all’interno del Giardino di Boboli, nella parte Nord.

Possiamo raggiungere la location in autobus, dalla stazione centrale di Firenze scegliendo la linea D e facendo un viaggio di circa 15 minuti.

Se ci spostiamo a piedi dalla Stazione di Santa Maria Novella dobbiamo percorrere un tragitto di 1,5 km, impiegando 25-30 minuti. Dovremo prendere Via Panzani, Via de Rondinelli, Via de’ Tornabuoni fino al Ponte di Santa Trinìta, Via dello Sprone, Via de Guicciardini.

Grotta Buontalenti Firenze
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