Le storie e leggende più affascinanti di Firenze
Ripercorrendo le tante leggende di Firenze riusciamo a scoprire storie e fatti legati a specifiche location della città.
Si tratta di racconti antichi, tramandati di generazione in generazione e quindi evolutisi nel corso degli anni con l’aggiunta di particolari sempre nuovi, volti a solleticare l’attenzione del pubblico.
Questi autentici miti fiorentini si perdono tra vicoli e stradine, piazze e monumenti, dando l’occasione al turista di compiere un vero e proprio tour nel cuore della città alla scoperta di quanto letto o ascoltato.
Una delle storie più accattivanti è quella legata al Palazzo Budini Gattai situato in Piazza SS Annunziata. Conosciuto anche come Palazzo Grifoni, è l’unico realizzato con dei mattoncini di terracotta.
La particolarità di questo edificio risiede nello sportellino di una delle persiane del palazzo, sempre aperto, in qualsiasi giorno dell’anno.
Secondo la leggenda la finestra mezza aperta è legata ad una giovane donna in perenne attesa del ritorno del marito dalla guerra.
Ci spostiamo nel cuore della città, in Piazza della Signoria, per conoscere la leggenda legata al fantasma di Baldo di Piero Bruni.
Conosciuto anche come Baldaccio d’Anghiari, era un eroe di guerra citato anche da Niccolò Machiavelli. Nel 1441 venne ingannato da Bartolomeo Orlandini che lo attirò presso Palazzo Vecchio e lo pugnalò a morte. Successivamente venne gettato da una delle finestre dell’edificio e decapitato. Secondo la leggenda Palazzo Vecchio ancora oggi è infestato dalla presenza del fantasma di Baldaccio d’Anghiari.
Le leggende legate ai monumenti storici
Firenze segreta è anche quella legata a monumenti celebri che custodiscono storie del tutto ignote e particolarissime.
Una di queste è quella del ritratto di Michelangelo sulla facciata di Palazzo Vecchio: prima dell’angolo con Via della Ninna, sul lato destro dell’entrata al Palazzo possiamo osservare un’incisione realizzata sulle pietre più in basso, che forma il profilo di un volto. Su questa figura aleggiano due leggende: una afferma che si tratterebbe di un autoritratto di Michelangelo Buonarroti; un’altra collega il volto ad un personaggio che importunava quotidianamente Michelangelo e che l’artista stesso decise di imprimere sulla pietra.
Un’altra leggenda legata ad un monumento celebre è quella riferita alla statua di Ferdinando I de’ Medici, raffigurato dal Giambologna con la testa rivolta verso destra e non davanti a sé. Il motivo era da collegarsi alla fama di grande amatore: in quella statua Ferdinando guarda verso una finestra, a controllare la presenza di una fanciulla.
Spostiamoci, poi, verso il Ponte di Santa Trinita, uno dei più importanti della città e costruito tra il 1567 e il 1571, distrutto dai tedeschi nel corso della II Guerra Mondiale e rifatto negli anni Cinquanta riprendendo disegno e materiali originari.
Oggi sul ponte spiccano due teste d’ariete bianche affacciate sull’Arno e, secondo la leggenda, inserite a protezione della città dalle alluvioni e dalle incursioni dal mare.
Parliamo, poi, dei leoni di Firenze, ovvero delle statue di Marzocco presenti in forma di statua, dipinti o bassorilievo, solitamente seduti a protezione del giglio fiorentino.
È un animale simbolo della città e adottato fin dal Medioevo.
Spostiamoci verso il Battistero per ammirare questo capolavoro in marmo bianco di Carrara e marmo verde di Prato, ma anche per osservare alcuni dettagli presenti in esso. Sulla facciata verso Via Roma è presente un bassorilievo che raffigura una battaglia navale, un elemento del tutto diverso rispetto alle raffigurazioni a tema religioso a decoro della struttura. Secondo la leggenda si tratta di un sarcofago romano inserito per ricordare le origini romane della città.
Un altro aneddoto è legato alle colonne in porfido che affiancano la Porta del Paradiso affacciata sulla Basilica. Secondo la leggenda queste colonne vennero donate dalla città di Pisa dopo l’aiuto di Firenze in occasione delle battaglie contro Lucca e contro i saraceni. Tuttavia prima di consegnare i doni, i pisani decisero di opacizzarli con il fuoco al fine di rovinarli. Il motivo era che in ogni caso Pisa non vedeva di buon occhio Firenze.
Racconti misteriosi tra piazze e vicoli di Firenze
La città culla del Rinascimento custodisce anche dei fatti decisamente inquietanti. Una delle storie misteriose di Firenze è quella legata alla Congiura dei Pazzi, avvenuta il 26 aprile 1478. Fallito il tentativo di deporre la Casa dei Medici, gli artefici di questo golpe vennero impiccati alle finestre di Palazzo Vecchio al fine di scoraggiare ulteriori tentativi. Alcuni congiurati riuscirono a fuggire ma vennero immediatamente rintracciati, catturati, torturati e poi uccisi: si narra che alcuni cadaveri vennero trascinati nudi per le strade di Firenze e poi gettati nell’Arno.
Da Piazza della Signoria ci spostiamo verso la Chiesa di Santa Maria Maggiore: qui dal muro della chiesa emerge una inquietante figura, una testa di pietra che vien fuori dalla parete. La leggenda collega questo volto alla storia di una donna che si sarebbe affacciata alla finestra della chiesa nell’istante in cui un uomo, accusato di stregoneria e condannato a morte, era trascinato vero Piazza Santa Croce per essere ucciso. La donna avrebbe urlato di non dare da bere all’uomo e questi, per la rabbia, avrebbe trasformato la donna in pietra.
Successivamente andiamo verso Ponte Vecchio. Qui nel luglio del 2005 si verificò un evento che ci collega con il sovrannaturale. Un turista americano decise di scattare alcune foto del ponte all’ora del tramonto. Una volta tornato a casa scoprì che nelle immagini era raffigurata una figura traslucida di un uomo anziano e con la barba bianca che lo fissava da una finestra.
Un’altra leggenda misteriosa è legata a Ginevra degli Almieri, secondo la leggenda vissuta a Firenze nel corso del Trecento. Questa era innamorata di Antonio Rondinelli ma venne costretta dalla famiglia a sposare Francesco Agolanti.
Dopo il matrimonio la città venne colpita dalla peste e Ginevra dichiarata morta. Le esequie vennero celebrate presso Santa Maria del Fiore e il corpo esposto fino al mattino seguente. Nel corso della notte la ragazza si svegliò e corse dal marito, il quale la cacciò di casa perché pensava si trattasse di un fantasma.
Allora Ginevra si recò da Antonio, che la accolse ben felice.
Le autorità ecclesiastiche pensarono ad un miracolo e acconsentirono al matrimonio di Ginevra con Antonio Rondinelli.
Curiosità che forse non conosci su Firenze
Tra le curiosità su Firenze vi è quella legata alla Fontana del Porcellino di Piazza del Mercato Nuovo. È forse la leggenda popolare più famosa della città: strofiniamogli il naso e mettiamogli una monetina in bocca. Se questa cadrà al di là della grata dove scorre l’acqua, allora saremo fortunati.
Il Porcellino rappresenta un cinghiale ferito in caccia. La versione marmorea originale è custodita presso la Galleria degli Uffizi.
Altra curiosità è quella dello Zodiaco di San Miniato al Monte. All’interno della Basilica, infatti, è presente un antichissimo zodiaco in marmo realizzato nel 1207 prendendo a modello quello del Battistero di San Giovanni. Considerato per molto tempo un elemento unicamente ornamentale, venne riportato alla sua originaria funzione dopo 800 anni e ad oggi è la più antica meridiana solstiziale monumentale funzionante in Europa.
Curiosità e gioco con la Statua di Ferdinando in Piazza SS Annunziata realizzata dal Giambologna: una delle sfide che appassiona i fiorentini è quella di riuscire a contare le api presenti sul monumento equestre senza indicarle né toccarle.
Un’ulteriore curiosità è legata a Palazzo Pitti: la sua imponente facciata custodisce un dettaglio che molte volte non viene notato. Si tratta di una delle pietre che definiscono la parete, decisamente più lunga delle altre. È presente al piano terra, tra la seconda e la terza apertura a sinistra dell’ingresso principale. La leggenda dice che lo stesso Luca Pitti volle inserire questa pietra, come simbolo della sua superiorità rispetto agli altri banchieri di Firenze.

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